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Una diagnosi per rifiorire

by Monica Bellin
biscotti a forma di fiore posati su un tavolo di legno, sullo sfondo dei fiori rosa,una brocca e una tazzina

Una diagnosi per rifiorire…

 

Scopro che cos ‘ho.

Imparo ad affrontarlo.

E rinasco.

 

Dopo una diagnosi, qualunque essa sia, ci si trova sempre smarriti.

Non si sa come affrontarla, sembra arrivata per rivoluzionare i nostri equilibri.

Ma una diagnosi può anche essere salvezza, un nuovo inizio, un rifiorire…

Capire cosa ci fa star male è necessario per riprendere in mano la nostra vita e migliorarla.

Una diagnosi è finalmente dare un senso a tanti sintomi e far luce per un nuovo percorso in un futuro migliore.

 

Nel caso della celiachia la diagnosi arriva dopo esami istologici e gastroscopia, che attesta l’atrofizzazione dei villi intestinali.

Un neo diagnosticato ha diritto a una esenzione e all’erogazione di buoni mensili.  ( vedi articoli precedenti)

cos’è la celiachia” 

Ma soprattutto un neo diagnosticato ricomincia a star bene.

 

Le difficoltà che potrebbero sorgere ad un neo diagnosticato celiaco coinvolgono sia la sfera privata che le relazioni con gli altri. La malattia infatti potrebbe non essere accettata subito e vissuta come una pesantezza che ci sconvolge la vita per sempre, ci obbliga a non mangiare come gli altri in leggerezza ma in maniera particolare.

Ci fa sentire diversi dagli altri anche se è un morbo molto diffuso nella nostra comunità.

Inoltre, amici e parenti possono mostrare poco tatto alla nostra condizione, per esempio mangiando in nostra presenza cibo a noi proibito, sottovalutando il problema, magari non avendo la giusta informazione  o facendo poca attenzione alle accortezze igieniche che occorre osservare per evitare contaminazioni ( vedi articolo riguardo le contaminazioni).

 

Nel mio caso, dopo anni di sofferenza, di lotte con il peso, di malesseri senza motivo, emicranie, spossatezza, malumori, gonfiori, diarree improvvise: la diagnosi è stata un sospiro di sollievo.

Quel traguardo che superi stanca, felice per averlo raggiunto ma che allo stesso tempo fa anche tanta paura.

Si, io nel primo periodo l’ho odiata tanto anche io la mia celiachia. Era arrivata come una punizione per tutte le ore che passavo a panificare, a sfornare pan brioches, pizze…

Sembrava essere arrivata per rendermi la vita difficile, già complicata con una squadra di bimbi piccoli…. 

 

I cambiamenti nello stile di vita interferiscono non poco con la vita sociale.

Ma poi son rifiorita.

Perché quando inizi a star in salute, rifiorisci e sei più bella di prima. Arriva l’energia, la grinta, la voglia di superare tutto.

 

La celiachia mi ha insegnato che rifiorire è rinascere con maggiore forza.

Celiachia per me significa una lotta continua con contaminazioni, impasti difficili, paure d’uscite in posti non idonei, a volte la stanchezza di dare spiegazioni, la pianificazione accurata di viaggi e sicuramente un bagaglio in più per mi miei snack di salvataggio….

Ma significa anche opportunità, nuova vita e insegnamento su tanti fronti.

Celiachia significa condivisione con voi.

Per me la celiachia è stata un nuovo inizio davvero.

La mia rinascita.

 

Qualunque diagnosi nella vita dobbiate accettare, datevi l’occasione di rifiorire.

Oggi come simbolo vi offro dei fiori di frolla al burro.

 

Volendo potete realizzarli anche con la “frolla all’olio” .

biscotti a forma di fiore posati su un tavolo di legno, sullo sfondo dei fiori rosa,una brocca e una tazzina

una diagnosi per rifiorire

Una diagnosi per rifiorire…   Scopro che cos ‘ho. Imparo ad affrontarlo. E rinasco.   Dopo una diagnosi, qualunque essa sia, ci si trova sempre smarriti. Non si sa come… Vita da celiaca fiorellini di frolla la burro European Stampa
Tempo di preparazione: Tempo di cottura:
Informazioni nutrizionali 200 Calorie 20 grams fat
Rating: 5.0/5
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Ingredienti

  • 1 uovo,
  • 100 g burro,
  • 100 g zucchero,
  • 200 g di farina mix frolle oppure mix dolci glutenfree
  • 1 cucchiaino di cacao amaro in polvere per realizzare la frolla al cacao

Procedimento

Potete realizzare la frolla al mixer oppure a mano come faccio io.

Lavorate velocemente burro e zucchero.

Aggiungete l’uovo e alla fine la farina.

Terminate di lavorare la frolla sulla spianatoia e a bisogno aggiungete un po’ di farina.

Togliete un terzo dell’impasto per realizzare la frolla al cacao, aggiungendo un po’ di cacao amaro in polvere. Questa parte servirà per realizzare il centro del fiorellino.

Potete lasciare le frolle riposare mezz’ora in frigo ,avvolte da pellicola, per poi lavorarle meglio.

Realizzate delle piccole palline con le due frolle.

Mettete al centro una pallina al cacao e intorno le cinque palline chiare.

Con l’aiuto di un bastoncino di legno segnate leggermente l’interno di ogni petalo: servirà per unirli al centro e per realizzare una forma più carina.

Ponete i fiori sulla placca del forno coperta da carta forno e cuoceteli in forno già caldo a 180 gradi per circa 15  minuti.

Lasciateli raffreddare prima di toglierli dalla placca del forno.

 

Un piccolo simbolo per non scordarsi di rifiorire sempre….

 

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