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Monica Bellin con un vestito azzurro ,girata di spalle che sistema barattoli di farine naturali senza glutine nella dispensa

Esistono tante farine naturali senza glutine derivanti da cereali permessi, pseudo cereali, frutta secca, legumi e semi oleosi, ognuna con proprietà e gusti diversi. Sono farine alternative ottime non solo per i celiaci ma per tutti. Ti porto nella mia cucina per presentarti in semplicità le farine alternative da usare per la nostra “rivoluzione in cucina”, per tutti coloro che desiderano divertirsi con i sapori della natura.

Ti invito a seguirmi nelle mie pagine social Instagram e Facebook per restare quotidianamente aggiornato con contenuti e consigli.

Conosci tutte le farine naturali senza glutine?

Ecco, prima di tutto, una lista delle farine da non far mancare nella nostra dispensa: una sorta di lista della spesa per divertirsi con le mie ricette.

FARINE DERIVANTI DA CEREALI PERMESSI

Riso: ha un sapore delicato ed è molto leggera. Può essere bianca o integrale, granulata media o finissima. Ricca di amidi, è idonea per infarinare, addensare salse, creme o zuppe. Perfetta per preparare la pastella della frittura e anche per lo spolvero di ogni tipo di impasto sulla vostra spianatoia.

Mais: la farina si ricava dai chicchi maturi e si può trovare in diversi livelli di macinazione. Quella più grossa e diffusa è chiamata BRAMATA: si usa solitamente per la preparazione della polenta. Esistono anche i preparati per la polenta istantanea, sono composti da farina bramata precotta al vapore. La versione più sottile di farina di mais con grana media, si chiama FIORETTO e può essere utilizzata per preparare diverse pietanze o per rendere più friabili gli impasti come i biscotti. La tipologia ancora più fine è il FUMETTO e si usa in pasticceria. Inoltre dalla raffinazione del mais si ottiene la maizena o amido di mais, immancabile in cucina come addensante. Quando si realizzano i lievitati o le preparazioni dolci la farina di mais viene quasi sempre mescolata ad altre farine senza glutine perché ha uno scarso potere legante e difficilmente trattiene l’acqua.

Miglio: è una farina dal sapore dolce e delicato, ottima per i panificati. È perfetta anche per donare una consistenza soffice e morbida a tutti quei tipi di dolce che tendono a seccarsi e a perdere sapore, perché ha il pregio di assorbire l’acqua e l’umidità. Esiste anche la varietà del miglio bruno.

Teff: esistono due varietà, la farina di teff bianca (o avorio) e la farina di teff scura. Entrambe sprigionano un aroma avvolgente e leggermente tostato, che ricorda il malto. È ideale per preparare torte, biscotti, muffin, pancakes, pasta frolla e pasta brisée, pane, pizza e crackers. In preparazioni che richiedono struttura, può sostituire fino al 25% la farina di base, mentre per consistenze più morbide, si può dosare in percentuali maggiori.

Sorgo: è di color bianco-giallina e fine al tatto. È ricca di amido, ideale per prodotti da forno o per i pancake.

Avena: si può trovare come farina bianca o integrale. In ogni sua forma si caratterizza per un sapore abbastanza neutro, fattore che la rende incredibilmente versatile in cucina. Il comitato scientifico dell’AIC, l’Associazione Italiana Celiachia, assicura che i celiaci posso introdurre tranquillamente la farina di avena nella loro dieta dopo due anni dalla diagnosi e dieta rigorosa, a patto di sincerarsi di acquistare esclusivamente avena certificata.

FARINE DERIVANTI DA PSEUDO CEREALI

Quinoa: versatile e dalla consistenza finissima, ideale sia in ricette dolci che salate. Ha un sapore deciso, leggermente amarognolo, meglio mescolarla ad altre farine per donare più gusto alle preparazioni.

Amaranto: è molto aromatica, il suo sapore ricorda il gusto delle farine integrali, della frutta a guscio e del malto. Non è molto adatta ai prodotti lievitati, è invece perfetta per preparare biscotti o prodotti da forno non lievitati.

Grano saraceno: dona quel caratteristico sapore integrale e rustico, è una farina ottima se aggiunta alle preparazioni come pane, biscotti, crêpes, polenta, focacce, frittelle, dolci e pizze. Si può trovare bianca con sapore più delicato e nocciolato o scura dal sapore deciso. Io amo usare quella macinata finissima derivante dai chicchi decorticati.

FARINE DERIVANTI DA LEGUMI

Si ottengono grazie all’essiccazione e la macinazione di legumi o dei loro semi. Il prodotto finale è generalmente una polvere molto simile alla farina tradizionale, ma varia per colore e sapore. Queste ultime due caratteristiche cambiano a seconda della tipologia di farina di legumi:

Ceci, Fagioli, Piselli, Lenticchie, Fave, Lupini.

Esistono anche altre farine dell’orto come ad esempio: farina di zucca, farina di carote, farina di patate.

FARINE DERIVANTI DA FRUTTA SECCA E SEMI OLEOSI

Le farine di frutta secca sono per loro natura totalmente prive di glutine e ricche di nutrienti. Hanno un sapore avvolgente e contengono grassi buoni. Sono utilizzate per dare morbidezza agli impasti e sono versatili nelle preparazioni sia dolci che salate. Derivano dalla disidratazione o essiccazione di frutta.

Consigli: le farine di frutta secca si possono realizzare anche a casa con poche accortezze. Fate risposare un paio d’ore nel freezer la frutta secca scelta. Frullate poi ad impulsi, cioè azionando e spegnendo il frullatore ogni 5 secondi, fino ad ottenere una farina fine e liscia. Questa operazione eviterà la fuoriuscita degli oli. Le farine di frutta secca fatta in casa si conservano in un contenitore ermetico, meglio se in vetro, in un luogo fresco ma non in frigo.

Le più diffuse sono

Mandorle, Nocciole, Castagne, Cocco, Noci, Pistacchi, Canapa

AMIDI E FECOLE

Gli amidi e le fecole sono utili nella cucina senza glutine perché alleggeriscono i prodotti da forno e addensano i liquidi. Esistono amidi da cereali (mais – riso – frumento deglutinato) e fecole da tubero (fecola di patate – amido di tapioca – fecola di manioca). Nello specifico l’amido di mais e la fecola di patate sono indispensabili per addensare e dare sofficità. La farina e l’amido di tapioca servono per rendere gli impasti più soffici e le frolle più croccanti.

Agar Agar: è un gelificante estratto dalle alghe rosse. Si trova in polvere e, a differenza della colla di pesce, si scioglie a caldo direttamente nella preparazione da gelificare e si attiva durante l’ebollizione. Le molecole che formano il gel iniziano ad addensarsi durante il raffreddamento, a temperatura ambiente.

ADDENSANTI DI ORIGINE VEGETALE SENZA GLUTINE

Io amo usare lo psillio nei miei lievitati: è una polvere perfetta per dare struttura ai prodotti da forno senza glutine in maniera naturale. La cuticola che riveste i semi di psillio (una pianta appartenente alla famiglia delle plantaginacee) a contatto con l’acqua si espande aumentando di peso e assumendo una consistenza gelatinosa. Grazie a questa caratteristica basta aggiungere una piccola percentuale di polvere di psillio per rendere gli impasti più facili da lavorare, elastici, soffici e ha un elevato contenuto di fibre.

Esistono poi la gomma di guar e lo xantano: rendono l’impasto elastico e lavorabile grazie alla capacità di assorbire i liquidi.

ATTENZIONE

Potete trovare le polveri nominate nei negozi specializzati, nelle farmacie, spesso anche nei supermercati ben forniti oppure on line. La raccomandazione è di controllare meticolosamente l’idoneità di ogni prodotto.

Anche se sono polveri naturalmente prive di glutine, possono essere state confezionate in stabilimenti o ambienti contaminati, ecco perché bisogna sempre verificare la presenza della spiga barrata o della scritta senza glutine.

Questa regola vale anche per il lievito e lo zucchero a velo.

Consiglio pratico: io conservo le mie farine in contenitori di vetro ermetico dove indico la tipologia e la data di scadenza. Questo evita d’avere tanti sacchetti aperti e rischiare contaminazioni.

Per capire meglio come gestire le contaminazioni ti consiglio di leggere anche “come gestire le contaminazioni da glutine in casa”.

Leggi anche “come conservare le farine” e “una diagnosi per rifiorire”

Conosci la celaichia? Trovi una spiegazione semplice cliccando “ti spiego la celiachia in maniera semplice”

Ti aspetto nei commenti per rispondere a tutti i tuoi dubbi.

Monica

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un piatto e un tovagliolo con un'edera

Dopo la diagnosi si impara a seguire le regole per la dieta senza glutine priva di contaminazioni e anche a cucinare senza glutine, ma come facciamo a gestire la celiachia fuori casa?

Da celiaca ogni tanto vengo presa dallo sconforto perché risulta un po’complicato uscire in serenità ed andare ovunque si voglia senza pericolo di contaminazione. Può succedere di sentirsi un peso per la famiglia o per le persone che ci sono vicine, perché la patologia complica l’uscita stessa. È più semplice essere organizzati al meglio nella propria cucina o da conoscenti ma quando si mangia fuori casa, si viaggia o si esce semplicemente per un caffè, si rischia di trovarsi in difficoltà. Manca a volte l’attenzione, l’informazione e la competenza. Questo però non deve scoraggiare o frenare le uscite.

Come gestire quindi la celiachia fuori casa?

L’alimentazione fuori casa è più difficile da gestire ma non deve essere un limite. Deve diventare una missione per raccontare il nostro mondo. Fondamentale è organizzarsi e non farsi mai trovare impreparati.

Non dobbiamo credere che la nostra condizione debba essere limitante. Un/a celiaco/a può e deve poter fare qualsiasi cosa: dalla gita scolastica, al viaggio all’estero, all’escursione, alla giornata al mare, al viaggio in città sconosciute, alla scoperta dell’arte locale, al semplice giro in città. L’importante è sempre e solo uno: conoscere le regole e informarsi per capire come comportarsi e per organizzarsi al meglio.

Ecco qualche breve consiglio per gestire le celiachia fuori casa e gli spostamenti in serenità senza sentirci presi alla sprovvista:

  • Selezionare le strutture: scegliete se possibile locali informati inseriti nella lista AIC (Associazione Italiana Celiachia).  Se, invece, si opta per un locale non informato da Aic è importante comunicare al personale della patologia e della corretta gestione e somministrazione di alimenti per i celiaci.
  • Essere preparati: ricordate sinteticamente le regole per la preparazione dei piatti senza glutine, disponibili sul sito AIC in modo da svolgere anche un’importante opera di sensibilizzazione sulla cultura della cucina glutenfree. A loro il dovere di prestare particolare attenzione alle contaminazioni, a voi invece il compito di chiedere sempre (in caso di dubbio, evitate il consumo del piatto stesso).
  • Comunicare e chiedere: se possibile, meglio chiamare in anticipo il ristorante o il locale per avvisare e accordarsi per il menù. Meglio scegliere piatti semplici in modo da non incappare in rischi. Chiedete sempre gli ingredienti delle pietanze e non stancatevi di avvisare il personale.
  • Pianificare: in fase di organizzazione di una vacanza raccogliete informazioni prima della partenza; pianificare significa sentirsi più sicuri. Tenete sottomano le app mobile che segnalano attraverso localizzazione gps o semplice ricerca i locali senza glutine nelle vicinanze. Potete fare una piccola ricerca anche tramite social, blog o siti dedicati. Se si viaggia all’estero segnatevi alcune frasi utili per il celiaco tradotte nella lingua locale.
  • Scorta: non scordatevi mai un bagaglio con una scorta di prodotti confezionati in formato tascabile per accompagnare ogni momento della giornata (fette biscottate, pane, biscotti, pasta, snack…)

Prendiamo d’esempio una semplice uscita al bar.

Veglia di aperitivo con gli amici ? Possiamo star tranquilli con le bevande analcoliche frizzanti e senza edulcoranti perché sono sempre idonee. Per le bevande alcoliche, invece, scegliamo un prosecco o una birra senza glutine, mentre per le patatine bisogna chiedere e verificare se è presente la scritta senza glutine sulla confezione. Solitamente gli arachidi tostati sono idonei se contengono solo olii e sale.  Se prendiamo un caffè assicuriamoci che la macchinetta sia esclusiva e non promiscua con l’orzo (cereale a noi celiaci vietato). Per i succhi di frutta chiediamo di verificare che sia un prodotto idoneo.

Attenzione: se un locale non è molto preparato o informato AIC nella gestione della celiachia, sarà nostra premura ordinare pietanze naturalmente senza glutine semplici, specificando e facendo ben presente l’importanza che i nostri piatti siano gestiti in assoluta sicurezza. Non vergognatevi di raccomandare che siano cucinati in padelle o pentole pulite, lontano da contaminazioni da glutine, in assoluta assenza di condimenti, salse o sughi particolari non sicuri per noi.

Gelaterie, pasticcerie, pizzerie o panifici devono essere invece posti informati AIC proprio perché in questo genere di locali le contaminazioni sono davvero ad alto rischio.

Ricorda:

Il miglior modo per combattere la disinformazione è sensibilizzare senza timore. Non abbassate il vostro livello di attenzione! Parlate il più possibile della vostra celiachia e non abbiate timore di uscire: la celiachia non deve essere un limite ma un’opportunità!

Ti è piaciuto questo articolo? Trovi difficoltà a gestire la tua celiachia fuori casa?

Ti leggo nei commenti, lascia la tua esperienza e sarà mia premura aiutarti.

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Il mio blog senza glutine sta crescendo anche grazie a te!

Leggi anche ” come gestire le contaminazioni da glutine”

 

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mani che mettono un barattolo di farina in una dispensa con altri barattoli di farine

Qualche trucco fondamentale per conservare al meglio le nostre farine in casa!

Da quando sono celiaca e ho iniziato a cucinare con tante farine diverse senza glutine, la mia cucina e la mia dispensa sono puntualmente ricche di barattoloni e sacchetti. Chi come me ne ha sempre un grande esubero e spesso non sa come conservarle? Ciò che temiamo di più con l’avvicinarsi della bella stagione è la presenza di quelle fastidiose farfalline in mezzo alle nostre farine. Questi parassiti hanno bisogno di temperature tra i 22 e i 30°C per potersi sviluppare ed un tempo che varia dai 25 ai 300 giorni; quindi se le farine sono ben conservate non c’è nulla da temere.

Vi condivido qualche piccolo accorgimento.

mani che sistemano barattoli di farina in una credenza

Come conservare le farine

Le farine devono essere conservate con particolare attenzione in modo da evitare deterioramento o contaminazioni.  Le alterazioni della farina infatti possono essere dovute sia da condizioni ambientali, sia da agenti esterni (insetti e farfalline). La temperatura ideale è di 18/20°C in un ambiente non particolarmente umido, entro il 55% di umidità circa. È la condizione ambientale che si ha solitamente nelle nostre case nel periodo autunnale, invernale e primaverile. Ma la corretta conservazione della farina è fondamentale in ogni periodo dell’anno, in particolare in estate quando aumentano le temperature e l’umidità. Con il caldo estivo è meglio acquistare piccole quantità di farina e consumarla nel più breve tempo possibile. Controllate sempre le date di scadenza perché trascorso il tempo potrebbero alterare le loro proprietà organolettiche. Il modo migliore per conservare le farine è sicuramente quello di metterle in contenitori a chiusura ermetica. Il materiale migliore da utilizzare è il vetro. Questo proteggerà la farina da umidità e correnti d’aria e che si formino insetti o parassiti. Ricordatevi comunque di mantenere la farina lontano da prodotti con odori forti e sgradevoli.

Dove conservare la farina in casa

La farina va conservata in un luogo fresco, asciutto, poco luminoso e possibilmente arieggiato. Scegliete in casa uno spazio dedicato, lontano da altri prodotti che potrebbero causarne il deterioramento o la contaminazione. Io ad esempio ho uno spazio esclusivo in dispensa, un luogo fresco, dove nel mio ripiano trovo solo prodotti senza glutine. Ho inoltre un’anta dedicata in cucina, allestita con mensole e barattoli di vetro etichettati dove le mie farine sono conservate con cura. La farina assorbe profumi e odori estranei, esattamente come una spugna, per questo ha bisogno di un luogo al riparo dall’umidità e dalla luce, non a una temperatura troppo elevata o troppo bassa e non a contatto diretto con fonti di calore. Se però l’ambiente di casa vostra è troppo caldo potete riporre le farine in frigorifero. Ricordate però che per utilizzare le farine per le vostre preparazioni dovrete toglierle dal frigo 10-15 minuti prima dell’utilizzo e setacciarle; in questo modo le polveri torneranno alle condizioni ottimali per la preparazione di innumerevoli ricette.

Rimedi naturali per conservare la farina

Un rimedio naturale per prevenire la comparsa delle farfalline o insetti da farina è  quello di posizionare alcune foglie d’alloro accanto ai vostri contenitori ermetici. L’alloro è un anti repellente naturale che prolungherà la vita delle vostre farine. Pulite i vostri ripiani con una soluzione di acqua e aceto oppure inserite qualche goccia di olio essenziale di alloro, lavanda o eucalipto nella soluzione che usate per la pulizia. L’odore terrà lontano i piccoli insetti.

Se invece le farfalline sono già presenti è inutile setacciare la farina; infatti, gli insetti potrebbero aver già deposto delle uova nella vostra farina, invisibili ad occhio nudo. Meglio dunque non utilizzarla per le vostre preparazioni per non compromettere le ricette.

Conoscete le farine naturali? leggete qui “ cereali e pseudo cereali senza glutine”

Trovate oltre 300 ricette qui nel blog divise per tipologie. Vi aspetto anche nelle mie pagine social dove potete trovare consigli e preparazioni facili e sane ogni giorno!

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un tavolo di legno con un cesto di mele e sullo sfondo un armadio con dei barattoli di farine

Oggi vi condivido un pezzetto del mio ultimo libro dove specifico in maniera sintetica e pratica come gestire le contaminazioni di glutine dentro casa.

Quando arrivò la mia diagnosi per morbo celiaco a vita, non la presi molto bene. Ero disorientata, arrabbiata, spaventata ma anche stanca di star male da anni. Quel gennaio 2012, dopo le biopsie mi diedero il foglio con il nome della malattia fantasma che da anni mi faceva star male senza che nessuno capisse il motivo. Non conoscevo la celiachia, ero ignara delle problematiche che possono causare anche le piccole contaminazioni. Ricordo il blocco dei primi mesi, nei quali mangiavo solo confezionato per il terrore di contaminarmi e star male.

Essere l’unica celiaca in una famiglia numerosa significava sentirsi un problema. Ero come bloccata. A disagio. Poi ha prevalso il buon senso. Vedendo il mio corpo star meglio ho capito che dovevo impegnarmi per volermi bene. Stavo rinascendo e io desideravo utilizzare al meglio la mia nuova energia! Perché quando inizi a star in salute, rifiorisci e sei più bella di prima. Arriva la forza, la grinta, la voglia di superare tutto.

Ho riorganizzato la cucina, ho rivoluzionato la dispensa, ho creato degli spazi miei, ho studiato, ho sperimentato, ho insegnato a chi mi era intorno come gestire la cucina senza rischi per me, ho cominciato nuovamente ad impastare: prima con i mix industriali e poi con le farine naturali.

Dopo qualche anno ho aperto questo blog e condiviso le prime ricette, i consigli, il mio mondo.

Ho iniziato a sentirmi utile per una buona causa. Avevo il desiderio forte e la volontà di sensibilizzare, di dimostrare che si può cucinare bene senza glutine ma in maniera naturale con le farine alternative in purezza. Ho collaborato con riviste, tante aziende e scritto libri.

 La celiachia significa lotta continua alle contaminazioni, impasti difficili, paura di uscire in posti non idonei e a volte stanchezza di dare spiegazioni a chi sottovaluta il problema. Ma significa anche opportunità, nuova vita e insegnamento su tanti fronti. Dopo la mia diagnosi per celiachia ho dovuto rivoluzionare la mia cucina, la mia spesa e la mia dispensa. Il cambiamento se all’inizio mi ha spaventata, poi è diventato la chiave di volta che mi ha resa più forte. I celiaci devono seguire una dieta priva di glutine per tutta la vita. Devono evitare ogni minima contaminazione anche se asintomatici.

Vi elenco alcuni punti fondamentali per organizzare il vostro spazio glutenfree senza pericolo di contaminazione. Le regole fondamentali sono pulizia, buon senso e organizzazione.

•          Sia in cucina che in dispensa, disponete i prodotti senza glutine in spazi dedicati e separati da quelli che contengono glutine. Sarà più semplice trovarli e conservarli in esclusiva. Sarà il vostro angolo speciale!

•          Eliminate le farine glutinose, sono volatili e pericolose. Dopo la mia diagnosi, anche se cucino misto per la mia famiglia, ho preferito tenere in cucina esclusivamente e solo le polveri glutenfree. Conservo le farine in contenitori ermetici di vetro, etichettati. Le farine non amano le luci, le alte temperature e l’umidità quindi hanno un’anta della cucina a loro dedicata. È tutto più ordinato e bello anche da vedere!

•          Pulite con attenzione tutte le superfici e gli utensili, prima di cominciare a cucinare. Preferite piani, stoviglie e utensili in materiali facili da pulire, come vetro e metallo. Oppure utilizzateli esclusivamente per i vostri alimenti. Legno e plastica sono materiali porosi, meglio non usarli.

•          Setacci, grattugia e altri piccoli utensili difficili da pulire, vanno lavati in lavastoviglie o per sicurezza è consigliabile averli esclusivi per la cucina senza glutine.

•          Quando cucinate gli alimenti glutenfree devono essere in pentole o padelle divise dal resto per non rischiare la contaminazione.

•          Mai stancarsi di lavarsi le mani (dovrebbe essere una buona regola generale): nella cucina glutenfree è fondamentale per evitare contaminazioni da glutine se si toccano altri alimenti.

•          Evitate il tostapane classico. Meglio averne uno esclusivo per la cucina glutenfree.

•          In forno è meglio fare una cottura separata in diversi tempi oppure se si deve fare una cottura mista proteggete gli alimenti con carta forno o carta alluminio e cucinate le pietanze glutenfree nella parte alta e quelle glutinose in basso.

•          Spezie, zucchero e sale non si prendono mai con le mani: usate un dosatore o un cucchiaio.

•          Burro, prodotti da spalmare, sottaceti, salse non devono essere contaminate.

•          Dolcificanti, zucchero a velo, lievito istantaneo devono essere certificati.

•          Tutte le farine naturali senza glutine e gli amidi che comprate devono essere sicure, riportare la spiga barrata o la dicitura glutenfree.

•          In tavola assicuratevi di usare stoviglie separate per servire gli alimenti senza glutine. È fondamentale anche star attenti che briciole o mani sporche di glutine non vadano a contatto con il cibo glutenfree.

•          Non usate prodotti artigianali o confezionati di cui non conoscete l’esatta composizione.

Nel mio libro “Senza Glutine con amore” potete trovare tanti consigli per gestire le contaminazioni da glutine in ogni occasione, come durante le gite fuori porta, il momento della merenda e soprattutto e come gestire le contaminazioni fuori casa.

Vi aspetto nella mia pagina Instagram “Monica creazioni senza glutine “dove giornalmente condivido consigli e ricette con le farina naturali senza glutine!

Grazie a chi fa parte già delle mia community perché senza di voi non avrei potuto sensibilizzare e parlare del mio mondo senza glutine e della celiachia!

L’informazione è la nostra arma più potente ed è fondamentale far passaparola!

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una crostata vista dall'alto con la scritta celiachia mia

Con questo articolo ti spiego la celiachia in maniera semplice!

Il 16 maggio si è celebrata la giornata mondiale della CELIACHIA e io ho realizzato un video come veneto creator in collaborazione con la Regione Veneto e l’ente di salute e prevenzione. Un modo per sensibilizzare e avere il supporto di più persone informate. Purtroppo la mia malattia è ancora poco conosciuta o si tratta con superficialità.

FACCIAMO CHIAREZZA IN MODO SEMPLICE

La celiachia è una malattia autoimmune, che è scatenata dall’ingestione di glutine nei soggetti geneticamente predisposti. La celiachia quando arriva è per sempre e l’unica cura è la dieta rigorosa senza glutine.

La malattia celiaca non ha gradi: o si è celiaci o no. Non esistono persone più celiache o meno celiache!

Può però presentare tanti sintomi differenti e a volte addirittura nessun sintomo! Se sei sintomatico non significa che la tua celiachia è più grave di chi non ha sintomi, semplicemente la manifesti in modo diverso. I danni intestinali dei celiaci sintomatici e asintomatici sono gli stessi.

sintomi classici 72% : diarrea, perdita di peso, malassorbimento,

sintomi non classici 52% : anemia, osteoporosi, perdita dei capelli (alopecia), ulcere e lesioni ricorrenti nella bocca (aftosi orale ricorrente), perdita dello smalto dentario (ipoplasia), problemi neurologici, pelle (dermatite erpetiforme considerata una variante della malattia celiaca, anche se molto raramente la Dermatite Erpetiforme si presenta con le caratteristiche lesioni della mucosa duodenale della celiachia.

asintomatici 21% : nessun sintomo

LA DIAGNOSI arriva dopo gli esami del sangue specifici (gli anticorpi anti-transglutaminasi) e negli adulti anche biopsia intestinale, che attesta l’atrofizzazione dei villi. Gli esami vanno svolti in ospedale e a dieta con glutine altrimenti i risultati non sono veritieri. Non valgono i test genetici che si fanno solo per verificare la predisposizione né i test di intolleranza perché non sono riconosciuti.

Grazie al Sistema Sanitario Nazionale ogni celiaco ha diritto  all’’esenzione e all’erogazione di buoni mensili suddivisi per fascia di età e sesso, calcolati in base al fabbisogno calorico della popolazione media. Sono di diritto ai celiaci per venire incontro e colmare il divario dei prezzi dei prodotti senza glutine da quelli con glutine.

La difficoltà più grande dei celiaci è gestire le CONTAMINAZIONI DA GLUTINE dentro e fuori casa. Anche una semplice posata sporca di glutine corrisponde ad un potenziale rischio!

La celiachia è una cosa seria: non è nè una moda nè un capriccio, è una malattia fisica e può avere anche aspetti psicologici e sociali ecco perché c’è bisogno del supporto di tutti in modo d’avere persone informate e locali sicuri grazie alle apposite formazioni proposte dalle nostre ULSS.

DAL MIO LIBRO “SENZA GLUTINE CON AMORE” : dopo la diagnosi mi sentivo persa, impaurita, incapace. Non conoscevo la celiachia, ero ignara delle problematiche che possono causare anche le piccole contaminazioni. Ricordo il blocco dei primi mesi, nei quali mangiavo solo confezionato per il terrore di contaminarmi e star male. Essere l’unica celiaca in una famiglia numerosa significava sentirsi un problema. Ero come bloccata. A disagio. Poi ha prevalso il buon senso. Vedendo il mio corpo star meglio ho capito che dovevo impegnarmi per volermi bene. Stavo rinascendo e io desideravo utilizzare al meglio la mia nuova energia! Ho riorganizzato la cucina, ho rivoluzionato la dispensa, ho creato degli spazi miei, ho studiato, ho sperimentato, ho insegnato a chi mi era intorno come gestire la cucina senza rischi per me, ho cominciato nuovamente ad impastare: prima con i mix industriali e poi con le farine naturali.

ATTENZIONE: se un membro della famiglia riceve una diagnosi di celiachia NON bisogna eliminare il glutine nell’alimentazione di tutti per evitare contaminazioni in casa. Perché?

•Il glutine non è dannoso se non si è celiaci o allergici.

•Se in futuro dovesse svilupparsi una di queste patologie non si avrebbe la possibilità di indagare.

Dopo qualche anno ho aperto un blog e condiviso le prime ricette, i consigli, il mio mondo. Ho iniziato a sentirmi utile per una buona causa. Avevo il desiderio forte e la volontà di sensibilizzare, di dimostrare che si può cucinare bene senza glutine ma in maniera naturale con le farine alternative in purezza.

  • Ho collaborato con la rivista Celiachia Magazine con una mia rubrica,
  • Ho pubblicato nel 2021 il ricettario “dolci per tutti con le farine naturali senza glutine”  
  • A dicembre 2022 è uscito il libro “naturalmente senza glutine” con oltre 100 preparazioni esclusivamente con farine naturali. 
  • A ottobre 2023 ho pubblicato “senza glutine con amore” con consigli, approfondimenti e 80 ricette divise per occasione.
  • Il nuovo anno mi vede partecipe in un progetto per la regione come Veneto Creator nella sezione salute e prevenzione.

La celiachia per me è diventata complice, amica, rinascita, risorsa, opportunità: una parte speciale di me.

L’occasione per rifiorire.

Ti consiglio di vedere il video , clicca qui: TI SPIEGO LA CELIACHIA IN MANIERA SEMPLICE

Ogni giorno condivido ricette e consigli con le farine naturali senza glutine, vi aspetto nella mia pagina Instagram @monica_bellin_ e in Facebook alla pagina pubblica Monica Creazioni Senza Glutine

 

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un armadio aperto con dentro vasi di farine

Oggi vi racconto in maniera semplice i cereali e pseudo cereali senza glutine. Da inizio anno tengo una rubrica sulla mia pagina Instagram dove spiego in poche parole e con qualche preparazione, questi ingredienti fondamentali nella mia dieta senza glutine da celiaca. La mia rubrica settimanale si chiama LA DISPENSA NATURALMENTE SENZA GLUTINE e ha riscontrato un grande successo fin dalla prima puntata.

Vi racconto:

I cereali e pseudo cereali glutenfree non sono arrivati tutti insieme nella mia vita ma un po’ alla volta facendosi conoscere intensamente ognuno con le proprie caratteristiche e grazie alle farine che ne derivano. Una cosa è certa: man mano che ho imparato ad inserirli nelle mie preparazioni, ho iniziato ad amarli sempre di più. Le farine in particolare! È tornata la felicità di cucinare qualcosa di buono, di genuino, di sano non solo per me ma per tutta la mia famiglia. È arrivato l’amore per quel che mangio e soprattutto la soddisfazione di farlo con le mie mani, conoscendo ogni volta sapori nuovi e consistenze diverse. Le farine in purezza mi hanno incuriosito, mi hanno conquistata, mi hanno fatto appassionare nuovamente alla cucina. Come succede spesso nella vita, la stessa identica cosa può apparirci in modo diverso cambiando prospettiva. Così è successo per la mia dieta senza glutine, che da esclusiva cura per me (post diagnosi celiachia), si è trasformata anche in motivo di condivisione.

Attenzione: in caso di celiachia ogni farina deve riportare la dicitura senza glutine o avere sulla confezione la spiga barrata. Se si tratta di cereali in chicco, se riportano sulla confezione “rischio di contaminazioni”, basta un controllo visivo per verificare che non ci siano spighe o chicchi estranei e sciacquare con cura prima di usarli.

Vi porto nella mia dispensa per presentarvi in semplicità le farine alternative derivanti da cereali e pseudo cereali permessi da usare per la nostra “rivoluzione in cucina”, non solo per i celiaci ma per tutti coloro che desiderano divertirsi con i sapori della natura.

Vi racconterò in un secondo articolo la frutta secca e i legumi con le farine relative per poi concludere con amidi, fecole e addensanti.

Ma ora vediamo nel dettaglio i cereali e pseudo cereali senza glutine!

RISO: è un alimento molto digeribile e versatile, sia consumato al naturale che sotto forma di farina. La farina di riso ha un sapore delicato ed è molto leggera. Può essere bianca o integrale, granulata media o finissima con il suo gusto neutro può essere utilizzata in qualsiasi ricetta. È ricca di amidi e povera invece di proteine: fornisce al nostro organismo le vitamine del gruppo B e anche vitamina E.

In cucina: è idonea per infarinare, addensare salse o creme. Perfetta per preparare la pastella della frittura e anche per lo spolvero di ogni tipo di impasto sulla vostra spianatoia. Può essere usata da sola oppure miscelata ad altre farine naturalmente senza glutine per realizzare impasti soffici come torte, preparazioni salate, crepes, frittelle, besciamella, biscotti, gnocchi, cracker…

Consiglio: la farina di riso tende a seccare il prodotto finale quindi vi consiglio sempre di miscelarla con la fecola di patate o altro amido per una resa migliore. (la proporzione dovrebbe essere sempre per l’80 % farina pesante e il 20% di amido).

È una farina a basso costo che si trova facilmente in tutti i supermercati, o negozi specializzati ma è fondamentale la presenza sulla confezione della dicitura senza glutine o della spiga barrata.

MAIS: nelle sue varie forme, ha una funzione prevalentemente di primo piatto, di piatto unico o di accompagnamento (contorno o prodotti da forno). Come tutti i cereali, ha una funzione nutrizionale prevalentemente energetica. La farina di mais è una delle farine da cereali più usata nella cucina italiana, in particolare nei piatti tipici. È conosciuta per il suo caratteristico colore giallo e viene utilizzata per realizzare moltissime ricette sia dolci che salate: la più nota è certamente la polenta. È una farina versatile, naturalmente priva di glutine e quindi adatta all’alimentazione degli intolleranti e dei celiaci.

È una fonte naturale di fosforo, potassio, carotenoidi come la zeaxantina (ad azione antiossidante) e acidi grassi monoinsaturi. Il discreto livello di fibre, inoltre, garantisce un elevato senso di sazietà -ecco spiegato il motivo per cui la polenta “sazia subito” – e contrasta efficacemente la stitichezza.

Si ricava dai chicchi maturi e si può trovare in diversi livelli di macinazione.

Quella più grossa è chiamata BRAMATA i granetti della farina sono facilmente distinguibili al tatto anche con le dita, toccandola. È la tipologia più diffusa, perché è quella usata per la preparazione della polenta. Esistono anche i preparati per la polenta istantanea ma sono composti da farina bramata precotta al vapore: ottima soluzione per chi ha poca voglia di passare ore ai fornelli, nell’attesa che il mais assorba tutta l’acqua prevista dalla ricetta tradizionale.

La versione più sottile di farina di mais, con grana media, invece si chiama FIORETTO e si usa per ottenere una polenta dal risultato meno grossolano e più vellutato. Può essere utilizzata per preparare diverse pietanze. Ad esempio serve per rendere più friabili gli impasti come i biscotti (ad esempio i zaeti veneziani).

La tipologia ancora più a grana fine, è il FUMETTO e si usa in pasticceria per rendere più soffici i dolci lievitati come i plumcake, i muffin, le ciambelle e le torte.

Inoltre dalla raffinazione del mais si ottiene la farina di maizena o amido di mais, immancabile in cucina come addensante.

Consigli:

– Se acquistata per una cucina senza glutine per celiaci, controllate che sia certificata gluten free, come per tutte le farine senza glutine.

– Quando si realizzano i lievitati o le preparazioni dolci la farina di mais viene quasi sempre mescolata ad altre farine senza glutine perché ha uno scarso potere legante e difficilmente trattiene l’acqua.

– Ottima per panature o pastelle.

SORGO: è un cereale molto diffuso ma purtroppo poco usato nell’industria alimentare destinata al consumo umano. È ricco di fibre e proteine, povero di grassi e altamente digeribile. È una “fabbrica di nutrienti” fondamentali per il nostro organismo. Vi troviamo una buona concentrazione di carboidrati complessi e importanti minerali come Ferro e Calcio. La farina è chiara color bianco-giallina e fine al tatto. Il suo sapore è molto gradevole, dolce, ricorda quello della nocciola. Si può trovare con la grana più grezza, oppure macinata fina. È ideale per prodotti da forno sia dolci che salati.

In cucina il sorgo si può usare anche in grani interi per preparare zuppe e minestre oppure nei dolci tradizionali come la Pastiera napoletana. La farina macinata finissima è ideale per i panificati e per preparazioni soffici come ad esempio i pancake!

MIGLIO: è un cereale molto antico ricco di proteine con eccezionali proprietà nutrizionali. Le sue origini sono antichissime: di provenienza orientale, si diffuse probabilmente dall’India in Europa già in epoca preistorica ed era sicuramente conosciuto e usato dai greci e dai romani. Si trova sotto forma di semi decorticati o integrali, fiocchi e farina. Esistono diverse varietà: il miglio giallo, il miglio bruno integrale e il miglio rosso.

In cucina: è’ spesso presente nelle zuppe miste e la sua farina ha un sapore dolce e delicato. Ha il pregio di assorbire l’acqua e l’umidità, la farina è perfetta per dare elasticità ai panificati. Inoltre per le sue caratteristiche dona una consistenza soffice e morbida a tutti quei tipi di dolce che tendono a seccarsi e a perdere sapore.

La farina si può realizzare in casa frullando i chicchi in un buon frullatore. I chicchi si devono polverizzare e la farina deve risultare finissima. Si conserva in un contenitore a chiusura ermetica.

TEFF: è un cerale originario dell’Etiopia, dove viene sfruttato sin dall’antichità per le sue proprietà benefiche e virtù curative. È un’ottima fonte di ferro rispetto alla maggior parte degli altri cereali. Ad esempio, 100 g di farina di teff ne forniscono il 37% del valore giornaliero mentre la stessa quantità di farina di frumento ne offre il 5%. Esistono due varietà, la farina di teff bianca (o avorio) è più pregiata, con un aroma piuttosto dolce e delicato, che ricorda quello della castagna. Invece, la farina di teff scura ha un sapore più rustico e deciso, simile alla frutta secca. Entrambe sprigionano un aroma avvolgente e leggermente tostato, che ricorda il malto.

In cucina: i chicchi di teff sono un ottimo ingrediente per il porridge. Possono essere utilizzati anche per preparare della polenta o aggiunti agli burger. Per un’insalata semplice si può usare il teff lessato con olio EVO, verdure ed erbe aromatiche. La farina è ideale per preparare torte, biscotti, muffin, pancakes, pasta frolla e pasta brisée, pane, pizza e crackers. In preparazioni che richiedono struttura, può sostituire fino al 25% la farina di base, mentre per consistenze più morbide, si può dosare in percentuali maggiori.

AVENA: L’avena è un cerale dalle alte proprietà nutritive. Si può trovare come farina bianca o integrale, in chicchi o in fiocchi. In ogni sua forma si caratterizza per un sapore abbastanza neutro, in alcuni casi tendente al dolce, fattore che la rende incredibilmente versatile in cucina. In passato era stata esclusa dalla dieta gluten-free dei celiaci ma in realtà l’avena è naturalmente priva di glutine. Il comitato scientifico dell’AIC, l’Associazione Italiana Celiachia, assicura infatti che i celiaci posso introdurre i prodotti a base di avena nella loro dieta a patto di sincerarsi di acquistare esclusivamente quella etichettata certificata MA in completa remissione clinica e sierologica della patologia e che stiano seguendo la dieta senza glutine da almeno due anni. In questo caso possono integrarla alla propria dieta ma sotto controllo medico per verificare che non ci sia qualche sensibilità. Nonostante l’etichettatura glutine, infatti, ci sono celiaci che proprio non la tollerano e avvertono sintomi da contaminazione da glutine quando la ingeriscono.

I chicchi invece non possono essere consumati dai celiaci perché, essendo un alimento “non trasformato” per legge non può utilizzare il claim senza glutine e quindi non può essere certificato.

In cucina: viene spesso utilizzata in fiocchi in granole, barrette o prorridge, oppure in chicchi decorticati nelle zuppe (sconsigliati per i celiaci perché non possono essere certificati). Come farina è ottima per fare il pane, pancake, torta e biscotti.

QUINOA: è una pianta erbacea appartenente agli pseudo-cereali. Si ricava da una pianta molto lontana dalle nostre tradizioni, un tempo era considerata una pianta sacra dalle popolazioni indigene come gli Inca, che la coltivavano e ne facevano la base della propria alimentazione. Era detta “la madre di tutti i semi”, perché è una pianta erbacea dagli innumerevoli benefici. È nutriente, antiossidante, ricca di fibre, minerali, proteine e amminoacidi e favorisce il metabolismo. Ha un sapore caratteristico e deciso, tendente all’amarognolo. Per togliere questo sapore si consiglia di lasciare i chicchi in ammollo qualche ora e sciacquarli prima di cuocerli.

In cucina: in chicchi si cuoce un po’ come il riso, lessando in acqua o brodo per circa 15 minuti: il quantitativo necessario è 2 parti di liquido per ogni parte di quinoa. Dopo questo tempo il liquido dovrebbe essere stato completamente assorbito. Questo sarà il segnale che i vostri chicchi sono pronti. Ottimo come piatto caldo, anche nelle zuppe ma anche come alternativa fredda, in estate, arricchita con delle verdure spadellate.  Perfetta per creare polpettine, creare piatti unici o per farcire verdure.

La farina di quinoa è versatile e dalla consistenza finissima, ideale sia in ricette dolci che salate. Vi consiglio di provarla miscelata con altre farine naturali per donare un sapore più deciso alle vostre preparazioni.

GRANO SARACENO: fa parte della famiglia degli pseudocereali senza glutine. La pianta (che può raggiungere il metro di altezza) è originaria dell’Asia e fu introdotta in Europa ad opera dei Turchi durante il Medioevo. I chicchi di colore scuro e forma triangolare, dopo la raccolta si fanno essiccare al sole per circa una ventina di giorni prima di essere trebbiati e macinati. E’ ricco di ferro, magnesio, potassio, selenio, zinco, rame e alcune vitamine del gruppo B. Questo potente mix nutrizionale lo rende un alimento ideale per i mesi più freddi dell’anno e per tutte quelle situazioni in cui abbiamo bisogno di un surplus di energia. E’ facilmente digeribile. I chicchi interi sono ideali per la preparazione di primi piatti, i chicchi cuociono per assorbimento in una quantità di acqua bollente pari al doppio del suo peso e si cuoce in circa 20-30 minuti, monitorandoli in modo che non si attacchino durante la cottura. La farina si ottiene dalla macinazione dei chicchi, si può trovare bianca con sapore più delicato e nocciolato o scura dal sapore deciso. Io amo usare quella macinata finissima derivante dai chicchi decorticati.

In cucina: non fatevi mai mancare in dispensa la farina di grano saraceno perché dona quel caratteristico sapore integrale e rustico. Ottima aggiunta alle preparazioni di pane, biscotti, crêpes, polenta, focacce, frittelle, dolci e pizze. Proprio per la sua consistenza particolare è meglio miscelarla con altre farine naturali senza glutine. Si trova in quasi tutti i supermercati più riforniti, negozi specializzati oppure on-line. Come per le altre farine senza glutine, sebbene derivanti da alimenti permessi, è necessario per i celiaci verificare la presenza sulla confezione del claim “senza glutine” o del simbolo della spiga barrata.

AMARANTO: è uno pseudo-cereale antico originario dell’America centrale ricco di proprietà benefiche. Ha una buona quantità di fibre alimentari, ottime per la funzionalità dell’intestino, tante le vitamine, tra cui spiccano quelle del gruppo B, vitamina C e vitamina E. Ha una buona quantità di ferro aiuta tutti quei soggetti a rischio anemia. I chicchi sono piccolissimi. La farina è molto aromatica, il suo sapore ricorda un po’ il gusto delle farine integrali, della frutta a guscio e del malto. L’amaranto si trova facilmente nei negozi di prodotti naturali per l’alimentazione, nelle erboristerie e online. Anche in alcuni punti vendita della grande distribuzione e nei supermercati è possibile trovarlo.

In cucina: l’amaranto in chicchi si presta bene a fare da base per polpette e burger vegetali. I semi sono molto piccoli, considerando quindi la difficoltà nello scolarli, è preferibile procedere con cottura per assorbimento, utilizzando il doppio dell’acqua che evaporerà in cottura. Saranno necessari circa 20 minuti. La farina trattiene molto i liquidi per questo non è molto adatta ai prodotti lievitati, è invece perfetta per preparare biscotti e prodotti da forno non lievitati, simili a piadine.

 

Trovate tantissime ricette nel blog e nelle mie pagine social con tutti questi cereali e pseudo cereali che vi ho descritto in maniera semplice.

Celiachia è fantasia.

Ma non solo : questa varietà in cucina è una ricchezza per tutti!

Vi aspetto nelle mie pagine social dove quotidianamente condivido consigli e ricette!

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una donna bionda con una pentola rossa in mano a lato di una credenza ricca di vasi di vetro con farine

Questa settimana ho avuto il piacere di fare una diretta con la mia casa editrice. Abbiamo illustrato il nuovo libro e parlato di cosa c’è dietro al mio progetto. Vi riassumo in questo articolo l’intervista perché so che molti di voi non sono nei social e che mi seguite con affetto solo qui nel blog.

Ecco a voi un estratto della diretta che ho riassunto in breve.

  1. Raccontaci che cos’è Senza glutine con amore.

Senza glutine con amore è il mio nuovo libro! Dopo Naturalmente senza glutine, uscito il 20 dicembre 2022, un libro che ha avuto un successo incredibile, arriva questo nuovo volume intitolato SENZA GLUTINE CON AMORE. Più che ricettario, io amo definirlo un cammino da fare insieme a coloro che lo leggeranno. Un cammino che va dalla scoperta della mia celiachia, a fine 2011, fino alla consapevolezza e posso dire anche leggerezza, di vivere la mia patologia. Comincia infatti con un aneddoto privato sulla scoperta della diagnosi e si conclude con un capitolo intitolato “Oggi” , dove si percepisce la mia serenità di cucinare senza glutine per i miei cari. All’interno del nuovo libro ci sono ricette e approfondimenti divisi per occasioni che ho scelto in base anche a tutte le domande che giornalmente mi vengono fatte dalla mia community social.

  • Com’è nato questo libro e perché hai sentito la necessità di scriverlo?

Questo libro nasce semplicemente grazie a tutte le domande e ai messaggi che ogni giorno ricevo nei direct nelle mie pagine social e alle quali rispondo da tempo. Ho semplicemente voluto realizzare un libro che risolvesse in maniera semplice a tutti quei dubbi, domande e problematiche che avevo io stessa qualche anno fa. E’ un libro di facile lettura dedicato a neo diagnosticati di qualsiasi età, genitori di bambini o ragazzi neodiagnosticati, persone con altre patologie e che hanno l’esigenza di cucinare con farine prive di glutine ma va bene anche a tutti coloro che desiderano avvicinarsi ad una cucina più genuina. Infondo le farine naturalmente prive di glutine vanno veramente bene a tutti!

  • Prima di concentrarci sul libro, vorrei parlare di te. Com’è nato il tuo amore per la cucina?

Non so se è amore per la cucina, io lo chiamerei più che altro amore verso me stessa, per chi mangia con me sia alla mia tavola che virtualmente. Infondo la mia dieta senza glutine è prima di tutto unica terapia per la mia celiachia ma che si è trasformata in CURA e ATTENZIONE per star bene e ritrovare anche i sapori persi post diagnosi. Ho scritto anche in un capitolo del libro che io non ho mai amato applicarmi in cucina ma la celiachia mi ha dato il motivo giusto per farlo.

  • Cos’hai provato quando hai avuto la diagnosi di celiachia? E com’è cambiato il tuo rapporto con la cucina dopo?

Ah di questo parlo nel libro!!! Dopo la diagnosi ho avuto un blocco psicologico e in cucina per diversi mesi. La mia diagnosi all’inizio l’ho vista come una punizione in una vita tra l’altro già complicata con una famiglia numerosa e all’epoca con 3 bimbi piccoli da gestire. Nel primo periodo mi limitavo a prendere solo cose confezionate per il terrore di contaminare e star male. Dovevo imparare a capire come vivere con la celiachia e soprattutto dovevo capire come gestire una nuova cucina in sicurezza. Nel primo periodo odiavo proprio la cucina. Poi con i mix senza glutine dedicati ho incominciato nuovamente a prendere coraggio e a sfornare qualcosa di buono…

  • Torniamo al libro: perché dai così tanta importanza alle farine naturali?

Ho usato per diversi anni i mix dedicati, le miscele già pronte e facili da usare per noi celiaci. Sono miscele industriali che trovo davvero ancora utili per prender coraggio e per semplificare la cucina glutenfree. Nel mio blog si trovano ancora vecchie ricette con i mix perché è stato il mio punto di partenza. Poi, un po’ alla volta, ho iniziato a realizzare qualche preparazione con le farine naturali. Ho scoperto un mondo più saporito e sicuramente più genuino. Dovendo cucinare per un’intera famiglia di 6 persone mi sentivo un po’ in colpa a dover impastare sempre con mix ricchi di gomme e zuccheri, ecco quindi la passione per cereali alternativi, pseudocereali e farine di frutta secca e legumi: un mondo naturale, sano e adatto a tutti!

  • Come mai hai deciso di inserire all’interno del libro non solo le ricette, che sono centrali, ma anche estratti della tua vita?

Credo che dopo Naturalmente senza glutine, dove si trovano oltre 100 ricette, volevo far capire nella maniera più semplice, come sia stata la mia rinascita post diagnosi e il mio cammino. E poi spesso mi viene chiesto di raccontare di me… ho imparato che le esperienze degli altri ci fanno sentire meno soli e ci incoraggiano. Le storie personali possono essere di esempio.

  • Quarta di copertina: per molti la diagnosi è una specie di condanna. Come sei riuscita a rivalutarla?

Quando si comincia a star bene di salute, si riscopre nuova forza quindi mi piace chiamarla risorsa! E’ una vita più complicata sicuramente, soprattutto quando si è fuori casa, ma non bisogna scordare che la celiachia è una malattia per la vita e l’unica terapia è la dieta rigorosa priva di contaminazioni da glutine; non c’è scelta che trasformarla in occasione di cambiamento.

  • Oltre alla cucina, si può dire anche che tu abbia una passione per la fotografia? Le foto del libro le hai fatte tu e sono splendide, com’è nata?

Da sempre sono autodidatta in tutto. Quando ho aperto il canale instagram e il blog, ero capace solo di cucinare… ho imparato col tempo e da sola a fotografare senza tecniche ma solo cercando di trasmettere le emozioni! Ho imparato anche a fare la videomaker, a gestire i social e pure a scrivere in un blog. Le foto dei miei libri le ho scattate tutte da sola, nella mia cucina e con luce naturale!   Tutti gli scatti dei cibi sono rigorosamente puri, senza ritocchi, ci tengo siano così per far vedere la realtà della preparazione stessa: nessun inganno insomma, tutto autentico anche nelle foto. Ringrazio per la foto di copertina e per le 3 interne dove appaio io, Chiara Vivian, che in 10 minuti ha saputo cogliere la spontaneità e il calore che volevo.

  • A chi consigli questo libro?

Lo consiglio prima di tutto ai celiaci, di qualsiasi età perché è di facile lettura e come sempre le mie ricette sono alla portata di tutti. E’ un libro che serve soprattutto ai neo diagnosticati e ai conoscenti che vogliono informarsi di più e sapere come gestire le contaminazioni. Ma è un libro adatto davvero a tutti coloro che desiderano cucinare in maniera sana e genuina con le farine naturali senza glutine.

E ora non vi resta che prendere il libro e fare di ogni ricetta la vostra poesia. Aspetto le vostre recensioni in google e qui nei commenti.

Ricordate: cucinare vuol dire prendersi cura!

Monica

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un rossetto, una crema, un profumo, un bouquet e una collana di perle sopra un tavolo di legno

Quante volte entrando in profumeria o guardando i vostri cosmetici vi siete posti questa domanda?

Quante volte avete escluso shampoo, saponi e creme al germe di grano?

Quante volte siete stati attirati da trucchi e detergenti con la scritta senza glutine?

Quante volte vi siete posti il quesito: ma i cosmetici hanno il glutine?

La risposta è NO.

I prodotti senza glutine sono diventati l’ultima mania. Negli ultimi anni li puoi trovare in qualsiasi supermercato, ipermercato, negozio ed ora stanno conquistando anche l’industria dei cosmetici.

Un numero crescente di marchi riporta sulla confezione senza glutine.

È quindi naturale per un celiaco o persona che soffre di sensibilità al glutine chiedersi se devono utilizzare solo prodotti con dicitura gluten free.

La risposta è NO !

Tutti i detergenti, inclusi dentifrici e collutori, i cosmetici, trucchi, profumi e i prodotti per uso esterno non comportano alcun rischio per i celiaci.

Possono essere utilizzati in tranquillità perché la celiachia è un’intolleranza alimentare legata all’intestino tenue.

La presenza di glutine nei cosmetici e prodotti detergenti che possano venire a contatto con la pelle o le mucose, come anche quelle della bocca, non comporta alcun rischio per i celiaci e possono essere utilizzati dal celiaco senza timori.

È decisamente inutile promuovere un prodotto cosmetico o detergente come adatto ai celiaci indicando senza glutine, perché è una dicitura errata.

Anche le persone che soffrono di dermatite erpetiforme di duhring, in cui la pelle sviluppa infiammazioni e vesciche a causa del glutine, non hanno problemi. Le reazioni infiammatorie infatti, sono innescate unicamente dall’assunzione del glutine attraverso la digestione e ad una reazione autoimmune associata. Quando il glutine entra in contatto con la pelle non può accadere nulla.

(  Facciamo una piccola parentesi sulla DERMATITE ERPETIFORME DI DUHRING : è una malattia rara strettamente connessa alla celiachia; è una malattia autoimmune bollosa dovuta a sensibilità al glutine

Il principale fattore di rischio è la predisposizione genetica, mentre i possibili fattori scatenanti sono l’ingestione di ioduri e l’eccesso di glutine nella dieta. La dermatite erpetiforme viene diagnosticata mediamente in un paziente celiaco su 10, con differenze anche sensibili a seconda dell’etnia considerata. Non si tratta di una malattia contagiosa ma esiste una predisposizione genetica, trasmissibile da genitore a figlio. La malattia esordisce come un’eruzione cutanea papulo-vescicolosa  ).

Quindi , tornando a parlare dei nostri detergenti e cosmetici …. 

Le molecole proteiche del glutine sono troppo grandi per essere assorbite dalla pelle e quindi è un allarmismo inutile. Potete tranquillamente usare dentifricio, pasta per dentiere, collutorio ma anche rossetto o burrocacao, che possono contenere tracce di glutine sia come eccipiente che a seguito di contaminazione accidentale perché, anche se si tratta di prodotti che entrano in contatto con la mucosa della bocca, non rappresentano minimamente un rischio.

La quantità di dentifricio o di rossetto che una persona può quotidianamente ingerire è in una misura talmente piccola che non comporterebbe un’assunzione significativa di glutine.

Quando vedete su cosmetici o detergenti le scritte: “adatto ai celiaci” o “per celiaci” o “senza glutine” è a tutti gli effetti una pubblicità ingannevole ai sensi del Codice del Consumo, in quanto il prodotto vanterebbe proprietà che tutti i prodotti analoghi possiedono (fonte AIC).

Quindi anche per cosmetici e detergenti vale il fatto che diciture specifiche non sono affatto necessarie e nel caso non siano presenti, non costituiscono un rischio per il celiaco. Analogamente né AIC né altre associazioni estere rilasciano il marchio Spiga Barrata a questa tipologia di prodotti, essendo pensato il marchio solo per alimenti confezionati.

È dunque sempre utile segnalare ad AIC (segreteria@celiachia.it) la presenza del marchio Spiga Barrata sui prodotti per la cosmesi e la detersione, in modo che possa procedere verificando l’eventuale abuso con l’azienda coinvolta e richiedendo la rimozione del logo dalle confezioni e materiale illustrativo/promozionale.

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biscottini con ripieno di marmellata visti dall'alto posati su un piano di legno insieme ad una rosa bianca

Come vedete nelle mie ricette appaiono molto spesso i mix di farine già pronti. Sono mix ottimi per ottenere impasti perfetti. Possono essere mix per dolci, per frolle, per lievitati dal pane alla pizza e per pasta. Ma se desideriamo creare un mix senza glutine in casa come dobbiamo comportarci?

Le miscele di farine sono generalmente composte da:

2 farine senza glutine (1 media + 1 media e / o pesante) e 1 amido.

Conoscere la densità delle farine è fondamentale per iniziare a creare le nostre miscele preferite.

Solitamente per creare una miscela adatta ai nostri impasti, si mescola una percentuale almeno dell’80% di farine provenienti dalle categorie di densità media e pesante ed una percentuale non più alta del 20% di farine provenienti dalla categoria di densità leggera (amidi).

Un impasto senza glutine richiede più liquido e un legante aggiuntivo per compensare la mancanza di proprietà di cottura del glutine.

Ad esempio su 250 grammi di mix:

200 grammi devono essere farine pesanti e /o medie, 50 grammi possono essere amidi. 

Man mano che si acquista familiarità con le farine e la cottura senza glutine, si possono creare miscele che si adattano meglio ai gusti personali diminuendo anche la percentuale di amidi.

Sperimentate creando diversi tipi di miscele e riscontrerete piacevoli cambiamenti nel sapore e nella consistenza.

Come regola generale, per creare mix con diversi gusti sostituite le farine senza glutine all’interno dello stesso gruppo utilizzando lo stesso peso in grammi.

Vediamo ora i gruppi di farine per capire meglio.

GRUPPI DI FARINE

Farine pesanti:

Farine di Frutta a guscio (mandorle, nocciole, arachidi, noci ecc.) e Semi oleosi (semi di girasole, sesamo, zucca ecc.)

Farina di Cocco

Farine di Legumi

Farine medie:

Farina di Amaranto

Farina di grano saraceno

Farina di Riso Integrale

Farina di Piselli

Farina di Miglio

Farina d’Avena

Farina di Patate

Farina di Quinoa

Farina di Sorgo

Farina di Teff

Farine Leggere:

Amido di Mais o Maizena

Fecola di Patate

Farina di Riso Dolce

Farina / amido di Tapioca

Farina di Riso Bianco

Leganti adatti per la cottura senza glutine:

  • La farina di semi di carrube, farina di guar e di xantano legano con grandi quantità di acqua, danno più volume ai prodotti da forno senza glutine e danno morbidezza ai lievitati.
  • Le farine di amido senza glutine come la fecola di patate, l’amido di mais o la farina di tapioca garantiscono una buona struttura e consistenza dell’impasto.
  • semi di chia o di lino macinati mescolati con acqua calda producono un gel viscoso adatto per l’aumento e la legatura dell’impasto.
  • Agar Agar (sostituto vegano della gelatina, 100 % vegetale) viene aggiunto alla miscela di farina secca e funziona molto bene come legante o addensante creme e dessert.
  • La pectina conferisce all’impasto una buona struttura e impedisce l’essiccazione dei prodotti da forno.
  • Le uova o gli albumi sbattuti rendono l’impasto leggero, soffice e succoso.
  • Il miele porta umidità all’impasto.

Una delle caratteristiche della farina senza glutine, è quella di assorbire molta più acqua della farina di frumento: se quindi volete trasformare una ricetta normale in gluten free, è meglio aggiungere qualche cucchiaio di liquido in più.

Ad esempio: per realizzare una torta senza alterare la quantità di farina presente nella ricetta originale, dovrete aggiungere un po’ di latte in più rispetto a quello previsto e diminuire di circa 5 minuti la cottura in forno.


Per gli impasti da tirare con il matterello (es. pasta sfoglia o pasta brisèe) l’impasto deve essere ben sodo. Le sfoglie ottenute con farine senza glutine tendono sempre a rompersi se vengono tirate troppo sottili.

Per il pane, sia che lo si prepari con i mix pronti sia che si prepari una composizione personalizzata di farine, l’impasto può essere un po’ difficile le prime volte a causa del suo aspetto appiccicoso.
Un consiglio è quello di prepararlo in una ciotola con una mano e utilizzare la farina di riso successivamente sulla spianatoia .
Evitate l’impasto troppo sodo perché la pasta lieviterebbe poco e male, mentre è preferibile mettere a lievitare una pasta molto morbida, lavorata come faccio io solo con un cucchiaio.
Se volete trasformare una ricetta comune per pane in una senza glutine, anche qui suggerisco a bisogno di aggiungere qualche cucchiaio di liquido.

Per pizza e focaccia le regole non cambiano.

Per i pani dolci e pan brioches invece, che contengono nell’impasto uova, solitamente non è necessario aumentare la quantità di liquidi rispetto alla ricetta originale.

Per la pasta, suggerisco di usare l’apposita macchinetta per tirare la sfoglia, facendo attenzione a non ridurla troppo sottile perché tende a spezzarsi.

Facendo pratica imparerete a sperimentare il vostro mix preferito e le varie consistenze.

Per comodità molto spesso si usano i mix già pronti, che non nego affatto.

Il loro giusto dosaggio permette di sfornare impasti dolci e salati perfetti. Negli anni ho imparato a scartare determinate ditte e a preferirne altre. Alcune tipologie di farine sono adatte per i dolci, altre per i lievitati.

In alcune ho trovato un retrogusto che non mi è piaciuto, in altre una base da poter mescolare a farine grezze….  Tutto si riassume nello sperimentare.

Ti consiglio di leggere anche gli altri articoli di VITA DA CELIACA e di seguirmi nei miei canali social dove giornalmente condivido consigli e ricette senza glutine!

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biscotti a forma di fiore posati su un tavolo di legno, sullo sfondo dei fiori rosa,una brocca e una tazzina

Una diagnosi per rifiorire…

 

Scopro che cos ‘ho.

Imparo ad affrontarlo.

E rinasco.

 

Dopo una diagnosi, qualunque essa sia, ci si trova sempre smarriti.

Non si sa come affrontarla, sembra arrivata per rivoluzionare i nostri equilibri.

Ma una diagnosi può anche essere salvezza, un nuovo inizio, un rifiorire…

Capire cosa ci fa star male è necessario per riprendere in mano la nostra vita e migliorarla.

Una diagnosi è finalmente dare un senso a tanti sintomi e far luce per un nuovo percorso in un futuro migliore.

 

Nel caso della celiachia la diagnosi arriva dopo esami istologici e gastroscopia, che attesta l’atrofizzazione dei villi intestinali.

Un neo diagnosticato ha diritto a una esenzione e all’erogazione di buoni mensili.  ( vedi articoli precedenti)

cos’è la celiachia” 

Ma soprattutto un neo diagnosticato ricomincia a star bene.

 

Le difficoltà che potrebbero sorgere ad un neo diagnosticato celiaco coinvolgono sia la sfera privata che le relazioni con gli altri. La malattia infatti potrebbe non essere accettata subito e vissuta come una pesantezza che ci sconvolge la vita per sempre, ci obbliga a non mangiare come gli altri in leggerezza ma in maniera particolare.

Ci fa sentire diversi dagli altri anche se è un morbo molto diffuso nella nostra comunità.

Inoltre, amici e parenti possono mostrare poco tatto alla nostra condizione, per esempio mangiando in nostra presenza cibo a noi proibito, sottovalutando il problema, magari non avendo la giusta informazione  o facendo poca attenzione alle accortezze igieniche che occorre osservare per evitare contaminazioni ( vedi articolo riguardo le contaminazioni).

 

Nel mio caso, dopo anni di sofferenza, di lotte con il peso, di malesseri senza motivo, emicranie, spossatezza, malumori, gonfiori, diarree improvvise: la diagnosi è stata un sospiro di sollievo.

Quel traguardo che superi stanca, felice per averlo raggiunto ma che allo stesso tempo fa anche tanta paura.

Si, io nel primo periodo l’ho odiata tanto anche io la mia celiachia. Era arrivata come una punizione per tutte le ore che passavo a panificare, a sfornare pan brioches, pizze…

Sembrava essere arrivata per rendermi la vita difficile, già complicata con una squadra di bimbi piccoli…. 

 

I cambiamenti nello stile di vita interferiscono non poco con la vita sociale.

Ma poi son rifiorita.

Perché quando inizi a star in salute, rifiorisci e sei più bella di prima. Arriva l’energia, la grinta, la voglia di superare tutto.

 

La celiachia mi ha insegnato che rifiorire è rinascere con maggiore forza.

Celiachia per me significa una lotta continua con contaminazioni, impasti difficili, paure d’uscite in posti non idonei, a volte la stanchezza di dare spiegazioni, la pianificazione accurata di viaggi e sicuramente un bagaglio in più per mi miei snack di salvataggio….

Ma significa anche opportunità, nuova vita e insegnamento su tanti fronti.

Celiachia significa condivisione con voi.

Per me la celiachia è stata un nuovo inizio davvero.

La mia rinascita.

 

Qualunque diagnosi nella vita dobbiate accettare, datevi l’occasione di rifiorire.

Oggi come simbolo vi offro dei fiori di frolla al burro.

 

Volendo potete realizzarli anche con la “frolla all’olio” .

biscotti a forma di fiore posati su un tavolo di legno, sullo sfondo dei fiori rosa,una brocca e una tazzina

una diagnosi per rifiorire

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Informazioni nutrizionali 200 Calorie 20 grams fat
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Ingredienti

  • 1 uovo,
  • 100 g burro,
  • 100 g zucchero,
  • 200 g di farina mix frolle oppure mix dolci glutenfree
  • 1 cucchiaino di cacao amaro in polvere per realizzare la frolla al cacao

Procedimento

Potete realizzare la frolla al mixer oppure a mano come faccio io.

Lavorate velocemente burro e zucchero.

Aggiungete l’uovo e alla fine la farina.

Terminate di lavorare la frolla sulla spianatoia e a bisogno aggiungete un po’ di farina.

Togliete un terzo dell’impasto per realizzare la frolla al cacao, aggiungendo un po’ di cacao amaro in polvere. Questa parte servirà per realizzare il centro del fiorellino.

Potete lasciare le frolle riposare mezz’ora in frigo ,avvolte da pellicola, per poi lavorarle meglio.

Realizzate delle piccole palline con le due frolle.

Mettete al centro una pallina al cacao e intorno le cinque palline chiare.

Con l’aiuto di un bastoncino di legno segnate leggermente l’interno di ogni petalo: servirà per unirli al centro e per realizzare una forma più carina.

Ponete i fiori sulla placca del forno coperta da carta forno e cuoceteli in forno già caldo a 180 gradi per circa 15  minuti.

Lasciateli raffreddare prima di toglierli dalla placca del forno.

 

Un piccolo simbolo per non scordarsi di rifiorire sempre….

 

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